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Marica Larocchi▐ Una poesia in dono per "Affari poetici"


MARICA LAROCCHI
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Chissà, forse sono sfuggito alle maglie di uno sternuto colossale; inclassificato batterio di sintassi criptica. E’ possibile che sia una cripta io stesso, una monade a galla nel tuo cervello oppure incistatasi nell’organo precoce della tua coscienza. E là, meglio qui, sono un distintivo di nessuna specie, senz’ombra né spessore, benché saldato al tuo respiro quotidiano -esito di trapianto preventivo- , cresciuto oltre i confini della tua insipienza, carico di frutti e di fogliame da gustare altrove, nei paesaggi difficilmente reperibili entro l’orbitare dei tuoi sensi.
Dichiari di scorgermi  di sbieco nelle incavature del risveglio, ma t’invito al dubbio poiché m’eclisso più in fretta di un baleno, di un corto sbuffo di vapore sotto il coperchio vespertino. E somiglio alla traccia che di rado s’imprime sul foglio labile dei sogni.

Dalla silloge: 
DI RUGIADA E CRISTALLI 
(inedita 2016)