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Camillo Pennati • Sonetto sulla spiaggia del cielo


Camillo PennatiDue blu
manoscritto per v.s.gaudio


● camillo pennati

· Sonetto: precipizio

Sognai di te che il desiderio
ti parlava a incombermi
avvicinandoti tanto
che ancor più indietreggiando
io caddi come da un precipizio
e così innumeri volte
fin quando non fui preso anch’io
ad imitarti e sorsi e mi appressai
colmando ogni distanza e di respiro e d’aria
e insieme accadde
che dal medesimo ciglio
a me stringendoti che mi premevi
precipitammo un tempo
e in ciò che mi destava.

(da: Camillo Pennati, La bellezza sensibile, [già: Un gioioso disporsi, L’Arte di, L’arzanà, Torino 1981, ora] in: Idem, Sotteso Blu, Einaudi, Torino 1983)

· L’haïku che andavo figurando

Quando arrivasti tu
e tanto ci colmò la gioia che si formò di noi
l’haïku cui avanti ripensavo.

· Altro haïku non occorse

Di te vibrò la solitudine
e nel desiderato ricongiungersi dei corpi
altro haïku non occorse.

· Sulla spiaggia del cielo

Sulla spiaggia del cielo
sale con acquorei spruzzi la luna
a riaffiorarne il colore.

(da: Camillo Pennati, La vibrazione del racconto, in: Idem, Sotteso Blu, ed.cit.)






● camillo pennati
il poeta di Erosagonie
il mio amico di quei favolosi anni di piombo a Torino, quelli che si cenava insieme la sera e non c’era il Camst, che, negli anni novanta, ci sarebbe stato a Bologna…


Io che non sono stato assistente d’autolavaggio, come Arthur Bloch, che è l’autore de Le leggi di Murphy, ma sono stato raccoglitore di uova come Arthur Bloch,ma nel pollaio di mia nonna, studiando cosmologia come Arthur Bloch, capii di non potermi godere nemmeno i diritti d’autore, non solo quelli derivanti dalla Disney Company Italia,come,invece, ha fatto A.B., risiedendo a Berkeley in California, laddove non ho potuto avere nemmeno rapporti con il PFA, che è la sola cineteca di tutta la costa occidentale degli Usa, situata proprio a Berkeley, di fronte al famoso campus universitario. Il solo luogo in America, al di fuori di New York, dove è possibile vedere dei film non hollywoodiani. Perciò, non ho potuto incontrare al PFA di Berkeley Martin Scorsese che andava lì negli anni settanta a fare ricerche, e invece io stavo a Torino, dove, prima, ho visto un film di Scorsese in un cinema d’essai, e dove, soprattutto, non è stato possibile che diventassi amico di Coppola e Herzog che, invece, a Berkeley, sono, loro sì, diventati amici. Io mi son fatto amico un poeta che di giorno lavorava da Einaudi e la sera passava ogni tanto all’Arci tra le “grandi orecchie” comuniste. Non mi sono potuto stupire nel vedere alla stessa tavola Robert Kramer e Francis Coppola, il cineasta più povero e il cineasta più ricco, ma lì, al PFA di Berkeley, succedeva spesso negli anni settanta. Cosa impossibile né a Los Angeles, né a Torino. Al massimo, a Torino alla stessa tavola Vuesse poté vedere Nico Orengo, anche se non sapeva che fosse marchese e russo per giunta, e Sebastiano Vassalli; o se stesso con Pennati, che è già quanto dire, immaginatevi, poi, se avveniva in un Club Ristorativo Femminista, altro che  Camst di Bologna e di Aprigliano(Cs), dove, se non altro, tra una pietanza e l’altra, in sorbetto c’è la Cazzeide di Duonnu Pantu!
· (da Il Libro di Parrot. Per una parrottologia del fesso costituzionale, © 1998)·

N.B. Comunque, ad uso di quelli che le cose, anche se non sono della Famiglia, le vedono, o, quantomeno, vorrebbero vederle, esiste un mio testo sulla poesia di Camillo Pennati, forse il primo(e l’unico) di una certa compostezza, se non altro perché composto tra psicoanalisi, logica, linguistica e caratterologia:
L’ erotica di Pennati come apprensione della godibilità in “Lunarionuovo”, n.44 anno IX, Catania 1987.
Mi sorge un dubbio: questo mio testo è invisibile perché io sono invisibile, o è invisibile l’autore di Erosagonie? O, addirittura, è invisibile “Lunarionuovo”, che è anche logico, perché nella fase di luna nuova la luna non si vede…
Anche se in quel numero c’era gente molto visibile: da Luciano Anceschi, in un testo sull’onorevole poeta Ingrao, alla sua allieva, di Anceschi, Niva Lorenzini, da Silvio Ramat a Stefano Lanuzza, da Giuseppe Conte a Mariella Bettarini…e poi c’era all’ultima pagina una foto in cui apparivano i poeti della Grande Famiglia di Milano, condotti però a Mosca dal poeta terrone di Acireale Mario Grasso nel maggio 1987: il già citato Giuseppe Conte, Milo de Angelis, Gregorio Scalise, Maurizio Cucchi e Valerio Magrelli.
La foto, invisibile, li colse in quest’ordine, visibile.

v.s. gaudio