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LE OPERE CELEBRI │Ettore Bonessio di Terzet




LE OPERE CELEBRI
( 2009 – 20…)

 
Addio a Berlino, C. Isherwood, 1939

Alla vigilia dell’avvento di Hitler l’autore, sotto falso nome, si aggira per la città con una macchina fotografica mettendo a nudo la vita di sei persone. Retorico nell’eleganza e abilità del costrutto formale e dei dialoghi.
 

Addio alle armi, E. Hemingway, 1929

 Polpettone guerrafondaio, rimpolpato dalla solita lacrimevole storia d’amore con un finale strappalacrime: l’eroina muore per parto con il neonato.   
 

L’Adolescente, F. Dostoevskij, 1875

Arkadij è figlio illegittimo di un ricco proprietario e di una serva, strappata da quest’ultimo al buon marito. Arkadij ha una sorella, Lisa, che vive con la madre, mente lui è stato messo a pensione da un francese cattivo. Conscio della sua condizione di bastardo, comincia a risparmiare come un disperato. Ma il suo obiettivo, riscattarsi socialmente con il danaro, inizia a cedere quando spende la metà dei risparmi per salvare una neonata moribonda trovata, guarda caso, davanti a casa. Continua a risparmiare per contrastare la figura paterna che odia e ammira, mentre il padre Versilov adesso ama sia la ricca Katerina che la povera Sofja. Spunta un compagno di scuola, il crudele Lambert, muore il marito di Sofja, Katerina si fidanza con il barone Rioring, Versilov impazzisce, così anche il marito della sorella di Arkadij, imprigionato per truffa, la figlia legittima di Versilov, Anna, sposa per interesse un vecchio principe.
Intreccione incredibile anche nei lunghi inverni siberiani.
 
Le affinità elettive, J. W. Goethe, 1809

Gli sposi Eduard e Charlotte sono felici. Arrivano al castello i giovani Ottilie e il Capitano. C’è un intreccio d’amore tra le due coppie, mentre ai due sposi nasce un figlio che muore annegato per colpa di Ottilie che vuole ritornare in collegio. Eduard la dissuade, ma Ottlilie lentamente muore. Poco dopo muore anche Eduard. I due amanti vengono sepolti nella cappella del castello.
Storia di un adulterio che qualcuno legge ancora ed inutilmente per la fama dell’autore che se avesse scritto in inglese o italiano, sarebbe in una nota  a piè di pagina.
 
L’agente segreto, J. Conrad, 1907

Un po’complesso, ma da leggere.

Agostino, A. Moravia, 1944

Non serve più.

Alice nel paese delle meraviglie, L. Carroll, 1865

Da leggere. Se si salta qualche pagina non preoccuparsi.

 
Altre voci, altre stanze, T. Capote, 1948

Sceneggiato per Hollywood diventerebbe un film da cassetta e a  Pinesecola Creek sarebbe un cult.

 
L’amante di Lady Chatterly, D. H. Lawrence, 1928

Storia di un adulterio. Lui, Sir Clifford mutilato di guerra è impotente; lei, Connie, cede alla passione per il guardiacaccia Mellors, uomo mediocre, con cui fugge. Maschilista ed indifferente, l’autore scrive bene di sesso e ma rimane prevedibile e prolisso. L’allegoria con la sterilità della cultura europea è tutto da dimostrare come “intenzione dell’autore”.

 
Gli ambasciatori, H. James, 1903

“La storia-trama” è intelligentemente soppiantata dal modo narrativo: il “punto di vista concentrico”. Uno scrittore precubista. Può insegnare a non diventare uno sceneggiatore televisivo.
 
America, F. Kafka, 1927, postumo

Il sedicenne Rossmann viene mandato dai genitori in America per fargli dimenticare una domestica che ha messo in cinta. Viene ben accolto, prima, da uno zio, ma poi allontanato senza ragione. Si unisce a due vagabondi, li lascia per fare l’ascensorista nell’hotel “Alberto Occidentale”; si riunisce a loro quando, viene licenziato dall’albergo, senza ragione. Viene assunto dal “Grande teatro” di Ohlahoma. – Interruzione -
Viene da sospettare che l’autore abbia scritto per allenare o prendere in giro gli psicanalisti. Snervato come quasi tutti le opere del XX secolo mitteleuropee e sudamericane. 

 
L’Ammazzatoio, E. Zola, 1877

Conviene leggere dell’altro.

 
L’amore folle, A. Breton, 1937

Stupisce e anticipa sul piano del pensiero estetico, la teorizzazione dell’amore assoluto, monogamico che è detto stupefacente, insolito, creativo, stimolo verso il mistero. Il tutto se si riesce ad andare avanti.
 
Andrea o I ricongiunti, H. von Hofmannstahl, 1907-13, postumo 1932  

Una gran scrittura, dove l’autore pensa e fa pensare. Bello il finale dove l’alter ego di Andrea, il protagonista, Scaramozo si uccide per liberare l’amore di questo per Maria-Marquita. Tra sanità e malattia, premanniana. A leggerlo ci si guadagna. 

 
L’anello e il libro, R. Browning, 1868-69

Tralasciare. 

 

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