Breathe Me ♫ Sia│Marisa G.Aino & V.S. Gaudio



Breathe Me è quando viene il vento a disegnar sorrisi
o pianti e non c’è la sabbia dei sogni, ed è impetuoso allora il vento,
o non lo è per niente, come il soffio, noi abbiamo visto circhi
passare su questa parte del mondo con dentro le belve
più terribili della terra, e di là c’era il mare
che è come il coraggio del poeta senza fine
e senza sollievo, ed è superfluo come ogni superficie
nella tasca posteriore non ha parole, non canta la tua bocca,
non è quello il canto che adesso che respiro un po’ meglio
anche quando è notte, sarà per via dell’insufflare
che un po’ è questa sorta di (-φ) che quando si erige tanto al meridiano
e non si vede è allora che ti manca il respiro


La losanga di Lacan e
 Marisa G. Aino
photostimmung 
by blue amorosi
e ci si riempie di rimpianti e fruscianti dolori e lacrime di sangue
anche se quel che resta addosso oltre la linea parallela dei fantasmi
e dei sogni, l’emozione delle gambe, il culo del mondo che è grandioso
e teso come quello di un quadrupede che nel vento respira e galoppa,
se penso al vento fra i capelli quando ero un giovin poeta e l’eternità
che in quella lunga latenza sembrava curva sul libro per leggere
meglio e non è vero che non si pesava ogni cosa
e con quei capelli scompigliati mi incazzavo di brutto
in quel presente prima ancora di affrontare nemici
e sabotatori nei luoghi dove si pensava che abitasse l’uomo
e invece il mondo lì era tra spazi bui ed eco del nulla
pozzi tondi nel profondo della terra come cazzi colmi d’acqua
dice Amichai e insufflami tenera fino all’orizzonte
penso di averti detto un giorno che stavo dicendoti addio
in quella mia quiete e nel desiderio così duro e teso che alto
si levava come una torre saracena e non era un sogno
né una città sognata né c’erano soffici parole
soffiate contemplate respirate
dai, è questo che ti dissi quando stavo per andar via
o eri tu che stavi per andartene e poi sei tornata indietro
invece di startene laggiù dove soffici respiravi le mie parole
per questo eri di più, molto di più in là della mia anima
che è pur sempre una brutta bestia e non ha peli sullo stomaco
per questo non ho mai incominciato a fumare
per il vento che mi soffiava sempre addosso
anche quando poteva succedere che l’esemplare unico
sabaudo potesse chiedermi di punto in bianco nella tarda
sera se avessi da accendere in rioni o androni estranei
e mentre chinavo il capo e non le ginocchia mi insufflava
piuttosto arderei all’inferno con te mio bel poeta, portami in
quel portone e fino all’alba insufflami miele e sperma
e fottitene del bagliore di automobili in fuga e dei tuoi
pensieri in bianco e nero, ti canterò questo, Breathe Me
sulle cose la voce si alza sospesa dammelo a dismisura
in questa città che non ha alberi e non ha venti, insufflami
e l’ansia vasta e vuota lasciala in riva al mare
chiavami qui che il mondo non ti vuole bene
e tutti gli uccelli è già da un bel pezzo che son volati via
niente, fanciulla, non ci fu che questo o quello
l’inizio, in cui molte parole e il resto è già scomparso
la notte , ogni notte ronza il ricordo, come un motore
un soffio che di giorno anche senza vento non lo senti
potevi allora, a quel punto, andartene davvero

Vento da Sudblue amorosi by flickr