Uh Magazine plays Jack Savoretti - Back To Me

Il berretto rosso del poeta ░ Mini-Lebenswelt con Ellsworth Kelly


Il rosso del “Colors for Large Walldi Ellsworth Kelly.
Uscendo da un negozio nel quale  si era recato per acquistare un etto di mortadella, un poeta di mezza età, serio e tranquillo, si accorse che  una ragazza indossava  un vestito rosso, si disse in francese: la veste est rouge, non gli avevano rubato niente e la ragazza  stava molto bene con quel vestito rosso sul proprio corpo.
E’ rosso, disse il poeta, come il mio berretto, che metto d’inverno, ma ancora l’inverno non è venuto. E disse alla ragazza: il tuo vestito è rosso come il mio berretto, ta veste est rouge comme mon bonnet. Il poeta era di natura calma, anche quando si accorgeva che la città era scomparsa, o il sole, e c’erano solo alcuni colori del Large Wall di Ellsworth Kelly, la parete sarà da ridipingere tutta, ma il guaio, la fatica grossa, sarà farà i quadrati dei colori, nessun rumore veniva da quell’altra parte dell’universo più umida dell’altra per via del mare, o degli oceani, a volerla allargare la questione, non che fossero fatti suoi, e nemmeno per via del fatto dei contatori dell’Enel tenuti tutti affissi sulla parete esterna del palazzo, alcuni erano più furbi, li mettevano dentro, tra le scale e l’ascensore, e tutti accessibili, così ognuno dei 18 titolari degli appartamenti poteva ora abbassare la leva ora tirarla su, come se fosse la levata e il tramonto della luna, che è per questo, che quando tutti i contatori sono in funzione che la luna si fa superluna e la Repubblica lo scrive nel suo articolo scientifico sulla destra della home page, sopra l’ennesima cazzata che ha detto una che , appunto, per via di quei contatori, le paghiamo l’apparizione nella stanza televisiva debitamente illuminata, mai nessuno che tiri giù la leva, e buonanotte ai suonatori, e anche alle cantanti! In realtà, entrando nel negozio, la ragazza col vestito rosso aveva chiesto al poeta se avesse da accendere, e il poeta le aveva risposto che con quel vestito rosso che aveva che cosa doveva accendere ancora? Tanto che la ragazza si mise a ridere un po’ come rideva quando aveva la stessa età la moglie del poeta, che non era entrata nel negozio con lui né gli aveva spostato i quadrati dei colori del Large Wall di Elsworth Kelly.
Il poeta, che era sempre così calmo, si voltò, e come prevedeva, la ragazza  che un attimo prima era lì vicino alla porta del negozio con quel vestito rosso come il suo berretto, s’era fatta accendere la sigaretta da un altro passante, che aveva una scatola di fiammiferi “Rosselli”, che sono molto diffusi nel  territorio italiano per via delle tabaccherie che ci stanno lungo la penisola, non sa il poeta se i fiammiferai dipendano, per la loro licenza, dalla regione, e allora che cazzo sarà mai, c’è l’articolo 118 della Costituzione, che cazzo  vuole quella  con la sua riforma, non disse cazzo, il poeta è serio e educato e non dice mai la parola cazzo in presenza di una signora, e nemmeno di una ragazza col vestito rosso, che, a sentir la parola cazzo, che cazzo penserebbe? Forse risponderebbe cazzo a cazzo? Una che ha  la veste rouge comme mon bonnet, si disse il poeta, sarà ben capace di rispondere rouge vs rouge o braquemart vs braquemart, se non la queue de ta mère.
Dunque, non era improbabile che non fossero ancora portati a dirsi qualcosa sul colore rosso, e allora, il poeta, una volta fuori dal negozio, e visto che la ragazza lo aveva aspettato provava quello stato d’animo che spingeva molti signori, nel secolo scorso, a scrivere lettere a Oreste del Buono, e anche il poeta ricordò che anche lui, a un certo punto, aveva avuto quella strana voglia, quando OdB rispondeva dalle pagine de “La Stampa”, tanto che, essendo il poeta il titolare di una rubrica per il quotidiano della città della ruota e dell’agenzia delle entrate che riscuoteva l’obolo dell’apparecchio televisivo, provò a fargli un fax, ma all’improvviso se ne andò la corrente, la carta s’inceppò e poi mandarono i tecnici dall’Olivetti, che si incazzarono di brutto con quel coglione che aveva fatto inceppare la carta e lo mandarono a cacare, che cazzo di fax devi fare, le lettere, vai a vedere, sei sicuro che qualcuno,a meno che non  sia un coglione, le scriva veramente? L’indomani, poi, ci fu lo sciopero della FNSI e uno di quei tecnici telefonò al poeta hai visto coglione, ma tu la paghi la quota FNSI, o nemmeno quello, sei proprio fuori?
Il poeta, se ci fossero stati i giornali, quel mattino che era andato a comprare la mortadella, avrebbe potuto far vedere alla ragazza col vestito rosso il suo test dei colori, e dirle: vedi come ai Colors for Large Wall di Ellsworth Kelly, che è stato fatto nel mio anno, possa essere correlato questo mio test, Un Rosso Miao, che ha il colore del tuo vestito? Allo stesso modo, gli rispose la ragazza, per via del rosso, che ce ne facciamo degli altri colori, la parete è larga quanto la terra intera, e la luna anche, che, ne sono sicura, ce l’ho in Ariete, per via del rosso, che quando lo metto sono tutta fuoco, e per questo infiammo coglioni e poeti, testicoli e testologi, cerinisti e  fiammiferai, per esempio se la prossima volta metto i miei jeans più skinny, e mettiamo che allora i giornali ci sono, tu mi tiri fuori il colore blu dal quadro di Ellsworth Kelly e mi dici che ehilà, hai il podice blu come la mia coppola e mi fai vedere il test BLUE JEANS, con a fianco l’articolo di Antonella Amapane sugli ultimi prodotti della Nordstrom?
"Hé! Ta veste est rouge comme mon bonnet", 
il poeta, uscendo da un negozio in cui si era recato a comprare un etto di mortadella, alla ragazza che stava proprio bene con quel vestito rosso.