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Carlo Villa a Marisa Aino │ Il silenzio, il lavoro e la vita

Carlo Villa scrive a Marisa Aino
su pieghevole "Premio Internazionale Eugenio Montale" Quarta edizione 1986
il 22 marzo 1986

Marisa Aino riceve il pieghevole il 27 marzo 1986
in cui il segretario con voto del Premio le chiede
il perché di tanto silenzio...

│Il dispositivo mistico e sensoriale di Carlo Villa.
A differenza del segretario, la presidente del Premio, Maria Luisa Spaziani, che non aveva l’intensità arrotondata della calligrafia di Marisa Aino, tutta tesa tra la grazia e la suggestione della lentezza, aveva pur sempre una calligrafia dalla forma calligrafica, come l’avevano Cimatti, Grillandi e Gilda Musa, tra la vanità e l’esibizione, ma con un tocco semplice che rende la vanità più franca e elastica. La direzione rettilinea della Spaziani, che è un gesto grafico anche di Gerbino, Lucio Zinna e Luigi Fontanella[i], carica l’ossessività di alcuni paradigmi rendendo quasi ferma se non inflessibile l’esibizione di determinati simboli. L’intensità quasi grassa della calligrafia di Carlo Villa mostra l’ostinazione e l’inerzia dei suoi paradigmi erotici, la sensualità quasi di rigore, è un gesto grafico che lo accomuna a Paolo Ruffilli, ma anche a Pietro Civitareale, ad Antonino Cremona e ad Angelo Scandurra. E come questo Villa ha una forma bizzarra tra eccentricità e nervosismo, che era evidente anche nella calligrafia di Bufalino come lo è in quella di Stefano Lanuzza. 
IL POETA E IL GRAFOLOGO.
Introduzione di V.S.Gaudio:
schema a pagina 7
Lo stile “mistico” di Carlo Villa è sempre pronto ad esplodere tra una sorta di realismo sensoriale, con tutti i rischi narcisistici, e la viscosità delle immagini: il dispositivo di sessualità o, se vogliamo, l’immaginario, che riguarda l’oggetto “a” nei piaceri singolari, di chi ha questi gesti grafici, precipita di fronte a chi ha una dimensione grande, come quella della calligrafia di Marisa Aino, che tra romanticismo e ardimento, incanta la sensorialità inerte e ostinata del calligrafico che coltiva ossessioni e immagini dentro il sistema digerente delle strutture mistiche.
!V.S.Gaudio

[i] Cfr. la mia grafopoetica nella introduzione a: IL POETA E IL GRAFOLOGO. Antologia degli “autografi”, a cura di Giovanni Occhipinti, Ragusa 1984.