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Ilaria Bernardini, Victoria & V.S.Gaudio ▐ Abchazi e Bacalà a Bau'


ILARIA BERNARDINI

Mi hanno raccontato
7 giugno 2011
 
Questa è Chevy, non è Victoria: con chi ci andiamo in sella
alla Harley Davidson a mangiare il Bacalà a Bau'?
“C’è un paese in provincia di Belluno dove si chiamano tutti con lo stesso cognome, sono fortissimi e non si ammalano mai. Il loro cognome è Bau’ e discendono tutti dallo stesso Bau’. Ero curiosa di vedere questi Bau’”, mi ha detto la mia amica “così un giorno sono arrivata in quel paese ( seguendo tre tizi su una Harley Davidson che guidavano senza casco e senza assicurazione, ma questa è un’altra storia, la storia dei fratelli Rossi). Insomma oltre quel paese non c’è nulla, è la fine del mondo, è capo Horn. Arrivi al paese dei Baù e lì la montagna finisce, la valle finisce e non si può andare avanti. Per parlare con loro mi sono poi finta una giornalista di Libero. Mi sembrava una buona idea: lì sono tutti leghisti e volevo essergli simpatica. Non mi hanno lo stesso parlato molto perché io sono una donna e le donne mi hanno detto loro, stanno a casa a fare i mestieri. Anche quelle di Libero. I Bau’ sembravano normali forzuti montanari, non mi hanno svelato il loro segreto. Di certo bevono molto, mangiano pesante”
(Victoria)
VSGAUDIO says:
TUTTO SOMMATO, LA TAGCLOUD DI BAU’ PORTA
DA ASIAGO A ROMA PER UNA GARA FEMMINILE DI SCI

Mi sarebbe piaciuto arrivarci, al paese dei Bau’, all’inizio di aprile, un po’ come Osip Mandel’štam arriva a Suchum, dove ogni parola comincia per “a”. L’idioletto Bau’ è come la lingua degli abchazi, robusta e piena, ma abbonda di gutturali composte inferiori e superiori, di difficile pronuncia, specialmente dopo che hai mangiato due abbondanti porzioni di bacalà alla vicentina; si direbbe che prorompa da un’ugola villosa. Il paese dei Bau’ si vede tutto, agevolmente, da una montagna. E’ un paese lineare, piatto, che, se fosse al mare, risucchierebbe un arco di mare, con l’ampio respiro di quel suo petto tra climatico e coloniale, al ritmo di quella famosa marcia di Chopin. Sebbene recentemente un Antonio Bau’ sia approdato agli altari della cronaca per essersi finto giudice di Bassano del Grappa e aver messo a segno imbrogli e truffe per 350mila euro a danno di 22 persone, la vita sociale dei Bau’ pur ingenua e naturale affascina per la fierezza e la preziosità dei loro terreni. Mi sarebbe piaciuto passeggiare per venti, trenta chilometri in compagnia di taciturni Bau’, e sviluppare in me il senso del rilievo topografico locale. Per quanto , per quel Bau’ dei raggiri, nel cielo dei miei passi ci sarebbe stata continuamente la tagcloud così come viene formata da “123people”, dove non v’è traccia del bacalà alla vicentina della venerabile confraternita per esso associata: “Merulana Asiago Tempo Salute Veneto I carabinieri Vicenza Membri Sci Mondo Giudice Uffici Festa Corso Sarà Hartmann Roma S. Antonio Vita Gara Femminile”.
ILARIABERNARDINI says:
Vicenza, giusto. Oh, VSgaudio, grazie eh. Sono sempre felice di trovarti.

La tagcloud di "123people" di cui dicevo nel 2011 non l’ho più trovata e quindi che ci andiamo a fare da Asiago a Roma per una gara femminile di sci? Si può sopperire alla suddetta con queste due tagcloud del testo intero del racconto: Bau’ è sempre ben visibile, ma dai, che cazzo ci andiamo a fare? Se è per il bacalà alla vicentina, quello ce lo possiamo mangiare anche tra gli arbëresh nella valle del Saraceno, che altro che lingua degli Abchazi e poi se è per parlare sai dove se li ficcano a silenzio i taciturni Bau', anche se, a pensarci bene, non è detto che non ci siano arbëresh
a Bau' che sai come te lo cucinano il bacalà!
!v.s.gaudio