Marisa Aino & V.S. Gaudio plays Angus & Julia Stone - Heart Beats Slow

Marisa Aino & V.S.Gaudio Angus & Julia Stone Heart Beats Slow

DIRTY-LOVE, L'AMOUR-BLEU • LA STIMMUNG CON GEORGES BATAILLE

V.S. Gaudio

La Stimmung
[del 3,4 e 5 gennaio 1974]
con Georges Bataille
[L’azzurro del cielo © 1957]
sull’ amour-bleu


· (INTRODUZIONE)

E Dirty le cosce nude, ma cosa?
gridava –
le pupille, una cascata di lacrime, ancora
gridò con le sue lunghe mani sudice
la mia fronte
la scena
mi baciò la bocca, forse –

A sproposito, camminava diritta in avanti, scollata
per me intollerabile dal soffitto
un senso di purezza, ne avevo paura, e, mi baciò
la bocca, vergognandomi passai nel bagno per chiamare
la cameriera, il campanello, le sue gambe, del delirio
una domestica rossa graziosa interdetta inglese
le fece Dirty
e la cameriera che ormai vacillava, per terra, una
bottiglia, su una sedia, con voce disperata, eravate
qui nel 1924, ve ne ricordate? in penosa attesa –

Dirty in strada
le fogne del paesaggio, il fiume, i docks
nelle vicinanze dell’albergo piangevo

Dirty in strada
l’unica disponibilità di ogni convenienza
dove ci capitava.

Ruttò.


· (IL CATTIVO PRESAGIO)

I  
che mi ero innamorato di Dirty
al punto che ogni frase come una viltà
infelice
davanti a una ragazza come Lazare
brutta certamente incomprensibile
non avevo avuto una bella e più
eccitante

Dirty mi faceva perdere
ero impotente con lei…
la testa, e guardai le mani, l’angoscia e
sul punto di divenir pazzo
un divoratore d’escrementi, in un simile stato
mi ripugnava fisicamente
con le unghie color sangue fresco, Dirty
quella creatura mancata
color sangue fresco, perché
dovevo essere vile
al punto
in cui alcun disagio.

-Era una dama ancora bella? come se si trattasse
replicò
le mani congiunte, in quel momento capire
semplicemente pensavo che Lazare era calma
una confessione

Questa volta fissandomi commossa
i bagagli in quella stanza, il temporale pareva battesse
le ali, si snodava un ruscello d’inchiostro
un balcone al piano di sotto
nella stanza non, l’altezza del tetto, buio, lampi,
una lunghissima bandiera nera.
Tutto questo per l’interesse di Lazare, il desiderio
                     trovandomi, sarebbe stata una risposta
                    in testa
                    - parlo della guerra


II
insistette, l’ombra sessuale
in quella circostanza un atteggiamento qualsiasi
al mio ritorno, un momento adesso
in un bar dietro
il tempo sui venticinque anni
la figura oscura apparizione al mio tavolo
la malattia, una minuscola rivista fuori luogo,
e altrettanto, l’avidità di vergine sporca
dev’essere sangue sporco di Lazare, nella lettera di
Lazare
mi guardò l’aspettativa con occhi sicuri, apparve
colpita da paralisi, più
una parola.


· (I PIEDI MATERNI)

I
a Dirty perduta, e singhiozzavo, allora in fondo
una puerilità senza fine
pensavo ancora a Lazare
e ogni volta, dopo parole sgradevoli, i sinistri
non esisteva nulla, e Lazare
l’andatura a scatti, una specie di silenzio sentivo
un aspetto ridicolo
in preda all’ilarità

Mi misi a ridere con loro, anch’io     Poi
in una via deserta ho camminato
nella via in cui abito

le ragazze leggere ed eccitate, a tal punto
erano belle e fresche, completamente nude
così in bilico,
e trovarmi per terra, la mia esistenza
un fazzoletto, la faccia sudata, ero rosso
in mezzo alle ballerine nude

più bella, dea era interamente nuda
la luce violetta, un’eleganza delicata,
l’incredibile del pallore, quelle natiche nude, svuotato
allo Sphynx. Desideravo

una salsiccia arrostita, in quel luogo avvilente
donne vecchie e brutte
con tutte le porte aperte.
                                     (le entità che portano significato
                                                     nel posto del contesto
                                                                entro la parola
                              dal punto di vista da cui si considera
                                                 il loro posto nel contesto)

Edith ha telefonato da Brighton.


II
(segno di qualcos’altro, il segno è l’espressione
di un contenuto
la sostanza è anche nell’espressione)

certamente tedesca, l’andatura altera
piuttosto la donna di cera molle
mi indicava la carne, la gamba, le giarrettiere fiorite, le calze e
la cera era dolce, elastica una volta ballava sul piano
sul legno un suono simile
me lo mise in bocca, disgustato
a quel punto
coi pantaloni calati, sul water avevo preso freddo.
III
Trovai Lazare.
Lazare stava seduta su un’altra poltrona,
il gomito, il mento, la testa in avanti.

Urinai a lungo.


l’insieme, il teschio, c’era in fondo alla sala
il continuo vocalico collocante
l’insieme fonico, le consonanti,
l’intera notte una bara in mezzo al letto a baldacchino
lo sforzo di cui è responsabile
il paziente ipertiroideo, l’ansietà, la stessa contraddizione emotiva
l’adrenalina riversa la sindrome d’adattamento
con la madre stessa
il cadavere indefinibile coi piedi tagliati
vittima sul piano dell’espressione.
Dirty.

IV
un segno significa
dopo i fantasmi di rue de Turenne
una bottiglia di vino bianco
Xénie telefonò.

in se stessa inaccessibile alla conoscenza,
non formata
Xénie la mano sulla fronte, sofferente, sorridendole
Sotto quel vestito
-Ti trovo bella, Xénie.
Un insieme amorfo e sterminato, di possibile virtualità
le cosce nude fresche nella mia mano
e ciò che appartiene a questa zona era visibile
sulla sua faccia
la realtà in pezzi, tra le gambe sotto la gonna,
e una tazza di brodo
e una puntura di canfora
la mattina dopo sorridevo
-Ti trovo bella, Xénie,
pazza di gioia, in ginocchio accanto al letto
le misi una mano
e un colletto bianco, un abito blu scuro di seta
e scarpe bianche
e pareva bello…


V
con le calze, canta in piedi a piena gola
in una forma rispetto al cenema, è pura
un delirio, la testa ebbra
si distese col sedere in aria
dont le complément est encore une substance

aveva pallidi seni da prostituta.
Aveva ancora le scarpe.


· (STORIA DI ANTONIO)

La presenza doppia, è chiaro che la comodità
                                 dei paralleli, l’esistenza di essi
                                 nel rapporto, la presenza di una
                                 corrispondenza necessaria
                                 les deux plans ne sont pas conformes
all’agitazione, con gesti assurdi, colpi vani,
che il mio vaso da notte fosse pieno, la merda in faccia
senza alzar la voce

Ridevo.
Se n’è andata. E viceversa, è sufficiente cette absence de conformità


· (L’AZZURRO DEL CIELO)

I
a Xénie, che non avevo avuto
che arrivasse a Barcelona.
M’arrampicai per le scale, chiesi Paris allora, consultai
un orario, cercai casa mia, in assenza di mia moglie
e pensavo che poteva essere tornata

Irritato per quella voce ostile, la busta, e nella mia
tasca era vecchia la scrittura sull’espresso
in quella stanza, la lettera cominciava così,
a Paris Dirty, ed eravamo al 4 di ottobre,
tutte le indicazioni appena tornata, e riappesi il ricevitore,
tra le mie gambe
e
mi lavai i denti, il telefono suonò. Non capivo.
Dirty assomigliava a Lotte Lenia, una gonna molto corta
le calze arrotolate sopra il ginocchio, anche rossa era alta
e sottile, in ogni modo
e scesi in strada, mi infilai una camicia, una giacca
                           le scarpe e più in fretta prima,
                           poi, e scesi in strada

                           In un angolo senza dire una parola
                           occasione d’esprimere
                           e lei, dunque, d’improvviso
                           persino davanti alla propria coscienza
                           piuttosto che quella di un elemento
                            che ha il contenuto nell’aspetto formale
                            d’improvviso
                            le cose si mettevano male, certo
                            in una stanza senza dire una parola, nella posizione
                            sicuramente
                            Lazare, d’improvviso
                            esige la riparazione e Dirty che viene
                            e così vidi il cielo sopra la mia testa, in piedi sotto il cielo,

C’erano le stelle
Che il sole nascesse
Che dell’alba
Lazare, i miei occhi non più nelle stelle
                                   sopra di me
                                   nell’azzurro del cielo
                                   che avrebbe portato Dorothea
                    lungo i muri, io, una infelice insolenza, la discussione
                                   -C’è anche Lazare?

II
Xénie, ogni volta poteva eccitarsi
che l’avessi…
Xénie delle ostentazioni comuniste,
e non ci pensai
nei vetri di un tram, c’erano forze armate
e l’aspetto era angoscioso,
improvvisamente quando c’era un’agitazione
a Paris parlavo con vicini
quando c’era un’agitazione
capivo che a Barcelona ero tagliato,
nonostante tutto colpito dal momento
il tempo passò,
a Barcelona c’erano forze armate
                                 i tavolini dei caffè
                                 nei vetri di un tram
                                 uno scioperante
                                 c’erano forze armate
- l’aspetto della città, improvvisamente
capivo che ero tagliato
e Dirty sarebbe arrivata, e Michel all’albergo
e il treno di Port-Bou
"e Dirty sarebbe arrivata(...)
e il treno di Port-Bou"
e pochi minuti mi trovava Xénie, in mano                              
una valigetta e la borsa, e il soprabito, e ridevo di lei
e arrossì        e scoppiò
anche lei aveva un bel ridere;                                
Dirty sarebbe arrivata di lì a due ore –

Cette succession offre la possibilité de comprendre
la nature de l’ensemble
l’ensemble continua a costituirsi
arbitrario e contiguo,
pour cette raison, le processus est linéaire
avec une logique bivalente
                          finie dans le discontinu
Estació de Portbou 
les lieux anomaux au début,                                          
e indietro nella stazione, e avanti
la stazione somigliava alla Galerie des Machines
lontana, Xénie sorrideva felice in quel momento
E la piantai lì.                                                             

III
Xénie, la sensazione, la terra sotto i piedi
fuggendo disperata l’espressione,
in vagone letto, le riviste illustrate, e l’ “Humanité”
tutto rapidamente Xénie guardava
pareva proprio bella
e le guardie civili, e allora mi disse:
-Ma è orribile!

IV
E’ bivalente la logica formale
per l’altalena contestuale,
imprigionato nell’istante, non aspettavo più
Aspettavo Dirty, e aveva una faccia magra, e mi avvicinai
e a testa bassa, e mi disse, e le dissi, e non rispose
ed era così magra, uno scheletro, inerte, ebbe un sorriso
i suoi capelli color zolfo
                     e le ossa, e i vestiti
                     e facciamo in fretta a letto, e non ne poteva più.
                     Au niveau zéro, tout ceci est un obstacle,
                     des références plus précises par conséquent
                     Il est évident.
                     Le imposte chiuse. La camera.
                     Addormentati.
                     Dorothea.

V
Certamente l’insieme suscettibile
presentato dalla forma , l’insieme puro
termina nella considerazione
il limite è terminale, assurdo
dal punto di vista a seconda
il rumore, al centro, articola il suono
il tono
identifica la figura, certamente
                                                        Lazare che ha ragione
                                                        almeno ero contento di non aver incontrato Lazare


In questa successione
solo una delle ragazze era carina e giovane.
Poi andò a sedersi più lontano

Il codice del messaggio significa il termine,
                                                               il sintagma codificato
                                                               attua la decodificazione dell’uditore

-Vengo con te.
gli dissi spuntando l’alba, il cielo pallido, Lazare
ci voltava le spalle, sempre vestita di nero,
Lazare mi guardò, e feci a Michel un cenno con la mano,
e se ne andarono,
il rifiuto di ogni sovrastruttura, la coscienza volontaria
non indaga su conclusioni in ordine alla sistematicità
diversi i punti di vista da cui forza
generatrice di organi complessi
Lazare mi guardò e feci a Michel un cenno, e con la mano
se ne andarono
quanto possibile naturalmente era tanto naturale e mi guardò.

VI
Mi spogliai in macchina, a Badalona
i piedi nella sabbia, il tronco, le braccia e la
testa, quel personaggio nudo, i piedi nella sabbia
le braccia e la testa
e avevo una voglia di ridere nell’acqua
e Xénie sarebbe arrivata per prima
e il corpo di Dirty con il calore
e come un vagito
e come se la mia vita, una cosa che non significa
senza costanti logiche le congiunzioni e giù
come un vagito
il predicato esistenziale
nell’ambito

· (IL GIORNO DEI MORTI)

I
I sensi della cosa, non aveva pregato, per cui s’era
rialzata sotto gli scrosci di pioggia, fradicia.
E lo aveva baciato.
Tremava di paura, godendo, bagnato.
Ascoltando Dorothea, era senza cappello, stupita
d’una brutalità tragica,
sparano nella calle Fernando.
e Xénie esasperata sessualmente, cadde di peso
e scomparve attraversando la Rambla di corsa
e Dirty mi guardava, ironica:
l’intensità di Xénie sporca, e Lazare
-Cos’hai fatto?
una larga ferita, tremava nella febbre, e Michel
s’è fatto ammazzare
e dopo un poco
Xénie
-Come una bestia…
e la stringeva forte, e Lazare
le appoggiò sulla fronte
e mi guardò
e vidi che Lazare piangeva
e dissi a Lazare
e strinsi la mano a Lazare
e strinsi Xénie

II
le paradoxe si squarta oltre les ensembles
in una scelta di alternative possibili, e
aderendo a questi assunti
in tante parti, la scissione di tali
medierebbe la possibilità
nella precedenza,
l’associazione possibile ausiliaria funzione
è ribadito
la parola riflette l’obiettivo delle connessioni
nell’ordine del contenuto perceaccumulato
tuttavia pensa, in dipendenza genetica
il sintagma nominale personale o di razza
con modificatore, un aggettivo di qualifica
                             l’apposizione
                             su linee di sviluppo
                             per maggiore economia espressiva
a Treviri, l’apertura delle banche,
faceva freddo, i capelli scompigliati Dorothea aveva un cappotto
in valli adiacenti
e le rocce nude, e la terra, e i sassi, i terreni arati e i prati
un bosco ingiallito
la neve mulinava nel vento, l’immensità, la certezza
di esistere, numerose famiglie borghesi, le labbra pallide,
apparve la città sull’altra riva della Moselle,
un disincanto ostile
nel buio
quelle stelle, quelle candele
a lungo mi baciò
mi abbracciò,
i dieci passi, sopra le tombe, sino al sesso
la terra aperta, una tomba fresca, il seno d’una bianchezza
il vento tra gli alberi
-mio scheletro…
le reni nude cinte, un grido orribile, in pendenza
nel vuoto del cielo
mi afferrò una mano, era rimasta col sedere nudo, d’una pazza indecenza
il sesso di Dirty
oltrepassando il cimitero, e la barba che ebbe Marx.

III
La notte dopo Bingerbrück.
-Non lo so.
A lungo stretta, e i bambini muoiono tutti
                         e la chiazza di sangue
                         e la bocca fresca alla mia, leccò la lingua
in un vestito rosso vivo di seta nuda
e scoppiò,
la toccai, è tanto avida
quelle ruote che schiacciano carni

IV
il pomo nel gesto osceno
l’exemple du langage gestuel discontinuo sistema misto
nella raffica di tamburi
fiamma e tuono, i lividi di zolfo
verso la stazione
nel momento dello spasmo, il treno
non tardò a partire
il sapore di Dirty, un’occupazione in fretta.

Xénie?
Dirty?
Dirty vs  Lazare?
Dorothea?
Dirty anni dopo

Dorothea, anni dopo, seduta
o è Lazare,
che "stava seduta su un'altra poltrona"
F[I Piedi Materni, III]?

Dorothea anni dopo in una proiezione del grafico Ebertin a 90°
rinvenuta nell'Archivio di Uh nella cartella della Stimmung con
Georges Bataille: il nodo erotico che legherebbe Helen Mirren,
Dorothea-Dirty, Georges Bataille e il poeta della Stimmung.
"nel momento dello spasmo, il treno non tardò a partire
il sapore di Dirty..."F[ Il Giorno dei Morti, IV]

Già nel 1974 era all’opera l’analemma esponenziale del mio oggetto a
tanto che alla  estació di Portbou si sovrapponeva 
la station de Perpignan dell’"Angelus di Millet" di Salvador Dalì?

La traduzione di Oreste Del Buono del 1969
di Le Bleu du Ciel, © Jean-Jacques Pauvert, Paris 1957
· 
Leggi anche:F
il memorandum: madame-edwarda-la-nudita-della-parola