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"GAUDIO" ░ Breve divagazione ziffiana


“Esiste Gaudio?”

Divagazione ziffiana sul nome Gaudio e sulla sua esistenza

Il testo da cui parto è uno qualunque: l’espressione “Gaudio esiste”. La domanda è: esiste davvero?

           1.      L’espressione “Gaudio esiste” deriva dai registri anagrafici e anche dagli elenchi telefonici. “Gaudio”, in questa espressione, è evidentemente un nome; inoltre, non è un nome comune numerabile (come “fava”) dal momento che non vuole l’articolo. Questo non significa che in italiano non vi sia anche un nome comune numerabile “gaudio”. Si può dire infatti “Se Gaudio esiste, allora esiste un Gaudio”, bisogna vedere dove vive, o anche “Gaudio è un(o) de(i )Gaudio”.

Il fatto che “Gaudio” non sia né un pronome né un nome collettivo nell’espressione “Gaudio esiste” è indicato dal fatto che non è né l’uno né l’altro nei registri anagrafici; che non sia né un pronome né un nome collettivo nei registri anagrafici è indicato da diversi fatti: dal fatto che non si trova in contesti come “Quanto Gaudio esiste?”, o “Una quantità di Gaudio esiste”; dal fatto che prende “egli” come sostituto anaforico, come in “Si può dubitare che Gaudio esista, ma non si può dubitare del fatto che alcuni uomini e donne, in special modo, credano che egli esista”; dal fatto che la forma pronominale interrogativa adoperata in relazione a “Gaudio” è generalmente “chi”, che, seppure fosse il sostituto anaforico di “Noi”, il settimanale degli italiani, di cui , in effetti, eredita la registrazione come testata, non si può dubitare della sua esistenza, visto che appare in edicola e formalmente è posto in vendita.

E’ quindi sufficientemente chiaro che “Gaudio”, nell’espressione “Gaudio esiste”, è un nome proprio o, in breve, come suggerisce Paul Ziff, un nome[i].

 

2.      Un nome, scrive il linguista, può essere introdotto o con mezzi extralinguistici e endolinguistici, o soltanto endolinguistici. Dal momento che, secondo me, nessuno credo che abbia imparato ad usare il nome “Gaudio” con mezzi extralinguistici e nessuno, tra gli analfabeti con cui ho avuto la sventura di coesistere se non coabitare, abbia sostenuto che gli sia stato indicato ostensivamente che  il nome “Gaudio”sia stato introdotto, nei registri anagrafici e fiscali in cui si trova, solo con mezzi endolinguistici. “Gaudio” è dunque un nome come “La Vitola” o come “Briamonte”, che sono nei registri degli stati di famiglia storici della mia Herkunft, non è perciò indicato come il vostro nome.

3.      Consideriamo il nome “Gaudio di Venezia”: vi dico che Gaudio scrisse dei trattati di astrologia caratterologica e anche un Trattatello dell’Approccio Tattile; vi dico che visse non a Venezia, come si doveva intendere se non fosse stato spostato in un altro territorio fiscale, tra il XX e il XXI secolo.

Ho introdotto ora il nome “Gaudio di Venezia” nel mio discorso: l’ho introdotto associando ad esso certe espressioni e quindi un determinato insieme di condizioni. Perciò, il referente del nome “Gaudio di Venezia”, se ce n’è uno, è quello che ha soddisfatto un determinato insieme di condizioni, un insieme di cui fanno parte le condizioni di essere un uomo, un originario di Venezia nel XX secolo, l’autore di certi trattati, ecc.

4.      Anche se a un nome sia stato una volta associato un particolare insieme di condizioni, un’altra volta può venirgli associato un insieme di condizioni leggermente diverso o anche radicalmente diverso dal primo. In questo caso, il concetto del referente del nome verrà molto probabilmente modificato, anche con un codice fiscale identico.

Il vostro attuale concetto di Gaudio può dunque impallidire e alterarsi con il tempo. Può darsi che scopriate che egli non scrisse il Trattatello dell’Approccio Tattile: in questo caso, avrete allora un concetto di Gaudio leggermente diverso. Oppure, può darsi che scopriate che non scrisse quel trattato di astrologia caratterologica per cui ebbe a firmare due contratti di edizione, uno con il gruppo editoriale Fabbri Bompiani Etas Sonzogno e l’altro con Astrolabio-Ubaldini, ma un trattato sulla somatologia dell’immagine, stampato presso Rubbettino  in edizione pirata da Scipioni di Viterbo in torno al 1998, e che non ebbe origine a Venezia bensì a Lussino: in questo caso, avrete un concetto di Gaudio radicalmente diverso.

Magistrale questa definizione di Paul Ziff: un nome è un punto fisso in un universo in movimento. Ma, man mano che il mondo gira, il nostro concetto del referente di un nome può subire modificazioni[ii].

5.      Si può rispondere esattamente nello stesso modo a tutti gli interrogativi come: se il nome “Gaudio di Venezia” abbia un referente, se Gaudio sia mai esistito, se sia mai esistita una persona come Gaudio o se sia mai esistita un qualcosa che risponda al concetto che abbiamo di Gaudio.

Bisogna specificare quale sia l’insieme delle condizioni rilevanti associate al nome e poi determinare se qualcosa o qualcuno abbia mai soddisfatto le condizioni di quell’insieme. Non basta il codice fiscale.

6.      Se il nome “Gaudio” abbia un referente, se Gaudio esista, se esiste un essere come Gaudio o se esista qualcosa che corrisponda al nostro concetto di Gaudio, sono tutte domande alle quali si può rispondere esattamente nello stesso modo e precisamente nello stesso modo in cui si risponde alle domande analoghe che riguardano Gaudio. Bisogna specificare l’insieme di condizioni rilevanti associate al nome e poi determinare se qualcosa o qualcuno soddisfi le condizioni di quell’insieme.

7.      Se l’interrogativo sull’esistenza di Gaudio sia un interrogativo autentico, per quanto se ne possa ipostatizzare il codice fiscale e quindi una data di nascita e un luogo di nascita, ammesso che abbia l’attrezzatura predisposta per attivare il parto e formalizzarlo catastalmente, tuttavia, dipende da due ben distinti fattori, come riteneva Paul Ziff in merito all’esistenza di Dio[iii]: primo, dalla intelligibilità delle condizioni associate al nome e,secondo, dalla coerenza di quell’insieme di condizioni. Per decidere se le condizioni siano intelligibili e, in tal caso, se siano coerenti con se stesse e reciprocamente, è necessario determinare quali esse siano.

8.      Il primo problema consiste nello specificare le condizioni associate al nome “Gaudio”. Ed è qui che trova il  proprio posto la confusione endemica nei registri anagrafici e negli elenchi  telefonici. I vari registri hanno probabilmente concezioni e registrazioni di Gaudio divergenti e perfino contrastanti.

9.      Al nome “Gaudio” sono state associate alcune condizioni non problematiche, è un essere, una forza, una persona, un padre, un figlio, un nipote, un cugino, un creatore, spazio-temporale, crocifisso, giusto, buono, misericordioso, saggio, e così via.

Le condizioni problematiche ad esso associate sono quelle di  non essere onnipotente, onnisciente, eterno, creatore del mondo, uno spirito, la causa di se stesso, e così via.

10.  Le condizioni problematiche, secondo Paul Ziff, rendono difficoltoso provare l’esistenza o la non esistenza di Dio, anche perché, come nel caso di Gaudio, si tratta di rispondere non a una ma a un numero indefinito di domande. Il fatto che formuliamo ognuna di queste domande con l’espressione  “ Esiste Gaudio?” dimostra solo che mettiamo nomi vecchi a nuovi usi. Il senso della domanda “Esiste Gaudio?” dipende dalle condizioni associate al nome “Gaudio”, non basta la testimonianza  del DELI[iv]: esse possono variare da un caso all’altro e mutano con il passare del tempo. Quindi, il codice fiscale, fornito da un ufficio finanziario periferico nella campagna di Amendolara, quantunque si fosse già nel decennio degli anni di piombo, è inessenziale.

11.  Consideriamo la concezione di Gaudio propria di un uomo comune: al nome “Gaudio” sono associate le condizioni di essere un essere non onnipotente, non è il creatore del mondo, è buono, è misericordioso, non è la causa di se stesso, e così via. Allora, alla domanda “Esiste Gaudio?” si può rispondere così: non abbiamo ragioni per supporlo; abbiamo invece motivi eccellenti per credere che non esista alcun essere simile. E’ una dottrina della teoria fisica contemporanea che nessun oggetto fisico possa raggiungere una velocità superiore a quella della luce; secondo l’attuale teoria fisica, pertanto, nessun essere ha il potere di trasportare una pietra, o una grossa pietra pur avendo una nonna a nome “Petrone”, dalla terra al sole in un secondo di tempo, nemmeno in differita in collegamento con il Festival di Sanremo, che, per far liquefare l’anima dell’uomo, è più tecnologico di San Gennaro con l’ampolla ematica a settembre ma non a marzo. Ciò significa però che non esiste alcun essere onnipotente, per quanto possa esserci anche una Ur-Lodge che a spararle grosse e a farcele deglutire seduta stante per sempre, sulla cui esistenza è sempre più difficile avere dubbi. Quindi, secondo la teoria fisica attuale, non esiste nulla che risponda alla concezione di Gaudio propria dell’uomo comune e dell’ufficio anagrafe afferente, nel XX secolo,  al distretto finanziario di Amendolara.

Paul Ziff scriveva che la teoria fisica contemporanea può essere sbagliata: è pur sempre possibile; ma questa possibilità qui non ci riguarda. Anche perché qualunque forma possa prendere nel futuro la teoria fisica, essa imporrà sempre certi limiti all’esperienza anagrafica e finanziaria del distretto catastale sunnominato: l’esistenza di limiti è incompatibile con l’esistenza e la ragione del suo esserci di quel distretto.

12.  Tuttavia, la teoria fisica, finanziaria e fiscale contemporanea non è sufficiente a provare l’inesistenza di Gaudio, anche perché pare che dalle ritenute d’acconto, ad esempio versate all’esattoria di Milano,  si possa stabilire che ci sia un certo insieme di condizioni associate al nome “Gaudio”, anche se l’uomo comune, secondo le stesse teorie, pare che non riesca a dare per effettiva l’esistenza di Gaudio.

La concezione che l’uomo ha del mondo in cui vive si trasforma, almeno così dovrebbe essere sulla carta; c’è dunque da aspettarsi che si trasformi anche la concezione che egli ha di Gaudio. La domanda “Esiste Gaudio?” può quindi essere concepita in modo nuovo e, così concepita, può richiedere una nuova risposta. Non prova nulla il fatto che le risposte alle domande del passato siano state sempre negative: la risposta alla domanda di domani è qualcosa di cui non si può dire assolutamente nulla.




[i] Cfr. Paul Ziff, “DIO”, in: Idem, Itinerari filosofici e linguistici, © 1966, trad. it. Editori Laterza, Bari 1969.
[ii] Ibidem.
[iii] Ibidem.
[iv]“Gaudio esiste” dal 1268: cfr. DELI-Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, Zanichelli, Bologna 1999. Nello stesso anno, lo stesso editore ebbe modo di rendere difficoltoso provare l’esistenza o la non esistenza di Gaudio, attribuendogli, nel ForseQueneau-Enciclopedia delle Scienze Anomale,  una condizione problematica in relazione al nome. Si nominò Gaudio col nome suo e col nome del figlio come autore di una scienza effimera. Come quell’editore sollecita, in ogni suo libro pubblicato, chiunque a segnalare errori e travisamenti, il Gaudio interessato segnalò la condizione problematica, tanto che l’editore ebbe a scrivergli che nella ristampa prossima avrebbero provveduto  a risolvere il problema. Cosa che, purtroppo, non avvenne mai, tanto che il DELI prova l’esistenza di Gaudio a partire dal 1268 e il FORSEQUENEAU certifica che è difficile tenere l’anima, di Gaudio, unita con il corpo, di Gaudio. Sembra dunque ragionevole ritenere che chiedersi se Gaudio esiste costituisca un interrogativo intelligibile. A prescindere da quanto certifica l’ufficio anagrafe del comune delle Trebisacce e da quanto poi ebbe a ordinare quel sindaco massone facendo abbattere la prigionia-abitazione del nonno di Gaudio, non esistendo costui in relazione alla condizione catastale di quel locus spazio-temporale abbattuto;nonostante questo genetico e anagrafico abuso d’ufficio,quel  tale massone continua a percepire il vitalizio da parte della Repubblica Italiana, come quell’altro massone condannato per mafia che , esistendo per davvero, viene qui riproposto, senza la particella preposizionale dell’Herkunft, nella via, nazionale, che fa da meridiano al  paese noto per essere occupato dalla quasi totalità degli italo-albanesi dei dintorni e dai cosiddetti ombroni omologhi di quel famoso sindaco massone dotato di vitalizio. E’ evidente, o dovrebbe esserlo, che al problema dell’esistenza di Gaudio si può rispondere soltanto nell’ambito di una teoria, se pure vi si possa mai rispondere: è ovvio, infatti, o almeno dovrebbe esserlo, che nessun semplice insieme di osservazioni, non accompagnate da efficaci considerazioni teoretiche e catastali, può servire a determinare se vi sia qualcosa che soddisfi o meno le condizioni in questione, come quella dell’assoggettamento e della privazione totale di Gaudio.Il fatto che un determinato essere possa essere privato del suo nome dall’ufficio anagrafico che ne forma l’atto di nascita non basterebbe di per sé a stabilire che quell’essere non esisteva, nonostante quel suo nome fosse esistito, almeno in teoria, nelle ritenute d’acconto per l’esattoria, ad esempio, di Milano o che uno dei suoi editori fosse noto per aver fatto transitare ritenute non da quella esattoria meneghina ma dall’isola famosa per essere l’isola che dà il titolo all’arcipelago famoso per l’isola Gaudio, che per aver dato i natali a Calipso sarebbe l’isola di Ogigia, che, la teoria fisica e catastale contemporanea per quanto riguarda la mitologia della Magna Grecia  è davvero strepitosa in quanto all’articolo 22 della Costituzione, come via, nel paese sede del distretto finanziario e fiscale  di Gaudio, era la via dove esisteva quella famosa neobrigatista rossa che uccise l’economista Marco Biagi. Secondo la teoria politica attuale, non sapendo ancora se esisto, so per certo che il condannato a 12 anni di carcere  promulgatore e teorico del brigatismo è dotato anch’egli di vitalizio da parte dello Stato contro cui si schierò.