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La Shummulõna dei Pa-Rrotë║ Uh-file di Narrativa






photostimmung by v.s.gaudio
Lo zŭmmë e la Shummulõna

Sulla riva o, meglio, sul pendio, che si inerpica dalla Sella, che passa da 471 metri, più ad est verso Spartivento è 490 l’altezza, a 375, a 340, giù a 116 nel fiume e,dall’altra riva, c’è, tra 363 e 405 metri, Armi Rossi, che si inerpica nell’agro di Villapiana dalla Punta del Saraceno, laddove, nell’agro delle Tre Bisacce, si inerpica la Sellata dell’imbroglio [e che fa parte della Commenda Gerosolimitana dell’Ordine dei Cavalieri di Malta o di San Giovanni di Gerusalemme o forse di Aïno, da cui discende il marinaio della nostra spedizione, tanto che la Shummulõna c’è chi dice che fosse una zoccola maltese e alcuni una troia aïnica, ma giacché la commenda finisce e si dirama da Gozo, o Gawdesh, si pensò, quando ci fu il rapimento di una magnifica preda, prima a Calza Rossa, poi alla Shummulõna dei Pa-Rrotë, per toglierne l’uso al gran capo di quegli Scalzacani, infine si disse che la rapita era addirittura Aquila Gaudio], il punto designato è il toponimo ritornello dedicato al gran capo degli Scalzacani (“e Zbathurqenët”) :

Ta-ta-rânnë-zŭmmë-zŭmmë
che è diventato il ritornello, canzonatorio in apparenza, rivolto a chi adesso è prostrato o caduto ma ha goduto del piacere, del gaudio, assoluto.

La prima traduzione sarebbe:
“il padre grande ha goduto lo Shummë e l’Enzumme”: nello zŭmmë si fa entrare sia lo Shûmmulo che l’Enzuvë;
anche se c’è un’altra versione un po’ sanscrita: “tata” , che è, in sanscrito, sia “padre” che “riva”, “ran”,“godere”, ma anche “risuonare”, “tintinnare”, lo zŭmmë, che è il patagonico suono del fantasma quando passa al meridiano come analemma dell’oggetto a, che rinvia al “suma” sanscrito, che è “luna”,”cielo”, “atmosfera”.

C’è una ulteriore variante del “ta”, che è “questo”, che , ripetuto diventa superlativo, cioè: “il grande questo sulla riva o sul pendio godette, suonò la luna(o il cielo)”.
La strofa completa è così cantata nel dialetto del Delta dagli Scalzacani stessi:
Tatarânnë jivë girănnë
Parròtt  jivë nzìvânnë
Girë e ‘nzïvë, zŭmmë e shŭmmë
Tatarânnë zŭmmë zŭmmë

La traduzione deve essere sempre a doppio senso:
Tatarânnë (= il Grande Padre) andava girando
Il cannone (il “top” chiamato “Parrott” dal nome del brevettatore) andava enzuvando
Gira e enzùva, fa lo zŭmmë e shŭmmë
Questo questo godette il cielo(o la luna) lo zŭmmë-zŭmmë!”  

  daèV.S. Gaudio La stagione della Sella dell’imbroglio 2
La Lebenswelt con Sten Nadolny sulla spedizione degli Scalzacani per il passaggio a nordovest del Delta del Saraceno│in “Quaderni di Arenaria” vol.VI da pag.47