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GOLF PATAGONICO ♦ Lebenswelt con Pelham G. Wodehouse e Aurélia Steiner d'Ushuaia




Golf Patagonico Lebenswelt di V.S.Gaudio con Pelham G.Wodehouse e Aurélia Steiner d’Ushuaia
Ho imparato a giocare a golf piuttosto tardi, quando stavo a Ushuaia con Aurélia Steiner, che parlava quechua anche a letto, però non  aveva l’inflessione dialettale che hanno le ebree la cui Herkunft si è stabilizzata per qualche generazione tra Sannicandro di Bari e l’alto Ionio cosentino; né, laggiù a volte la bontà  di Dio mi apparve immensa,  tracannava quell’acqua che bevono quelle ragazze, senza arte né un pizzico di patagonismo, che devono andare al concorso della Miss nazionale convinte che solo loro, che bevono quell’acqua, la fanno e, per questo, sono convinte di essere non solo belle ma le più belle, più orinano e più stanno allo specchio o si fanno i selfies e la didascalia: oggi ho fatto già 18 volte, sono 18 volte più bella di qualsiasi sciacquetta!


Anna Rawson non entra nella nostra storia,
ha il cognome del piccolo capoluogo della
provincia di Chubut, ma lei è australiana.
Strepitosi gli shorts, qui è più ectomorfa
e le stanno a pennello; qualche anno prima
era più mesomorfa e compatta.
Me lo insegnò il golf una giocatrice di golf, una che tra driver e putter, sapeva davvero come maneggiare la mazza, anche se aveva una pronuncia che mi ricordava  quella di Aurélia Gurgur, quella di Durazzo, che lo sapete come lo articola lo shqip: difatti, la mia maestra di golf mi faceva impazzire  quando, indicando  lo spazio erboso attorno alla buca, che è il putting, che già di suo non è innocuo, mi faceva intendere che dicesse  “petting”, e , con quei calzoncini bianchi a fior di culo, io non sapevo più rilassarmi[i]  e, che so?, invece di dar colpi leggeri, con il putter, davo  colpacci con la mazza pesante, il driver, insomma io contemplavo l’orizzonte, adirato, come il professore Derrick, nella famosa partita con Garnet nell’ Amore tra i polli di Wodehouse[ii], e lei la mia maestra  se la godeva  per come avrei voluto trucidarla a colpi di mazza, più di quanto l’avesse mai rischiato in vita sua.
 Mi dava lezioni di golf quando d’estate ci spostavamo nella fattoria che Aurélia aveva nella provincia di Chubut [iii] (che a densità è ancor meglio di Ushuaia 1 vs 3!) tra Rawson e Comodoro Rivadavia, non posso dire di preciso dove altrimenti arriva troppa gente, si stava un po’ più caldi  che ad Ushuaia, e la tipa del Michigan poteva così ostendersi nei suoi shorts.
Un giorno mi disse: “Oggi non andiamo sulla piazzola di partenza, quindi scordati il driver, lascialo lì nella sacca, non ci saranno colpi pesanti oggi, sarà tutto sul leggero  sulla piazzola d’esercizio, con il putter mi devi far vedere  come col putting ce la mandi infine in buca”. A putting, naturalmente, anche con la mazza leggera che avrei dovuto usare, le venne fuori “petting”, e io le risposi che il petting essendo la parte più semplice del gioco avrei ottenuto  di sicuro un successo quasi immediato.  Lei, che era un po’ permalosa, come i giocatori di golf in tempo di cattiva sorte, mi disse che a volte non bastano quattro colpi per andare in buca, e io : ma quando ci andò il professor Derrick, era buono, si scrisse e che Garnet poi la fece in tre, ed era migliore; qui, la mia maestra si incazzò di brutto: “Ma dai, poetino, puoi fare tutto attorno al putting con tre colpi, tanto vale che metti la palla vicino alla buca e le dai il colpetto!”
La maestra aveva anche questo
tipo di shorts bianchi
Io ebbi l’ardire di rispondere: “Sarebbe maestoso!” E lei:  “Per trovare il giusto colpo per mandare la palla in buca, ti devi prima fare un’idea  esatta di come colpire la palla con la testa della mazza, hai capito, testa di cazzo?”
La guardavo  con la coda dell’occhio. Era adirata. Aggiunse, quasi urlando: “Impara come rotola…la palla e…l’effetto della natura dell’erba e dell’inclinazione del terreno…e come la devi tenere la mazza, la presa deve essere salda…ma quello che necessita nel putting( e disse ancora “petting”) è che ti metti vicino alla buca e dai qualche colpetto, poi la sposti indietro, la palla di 10 centimetri e continui a provare fino a quando riesci, ma non devi riuscirci subito, capisci? Quindi continuerai ad aumentare ancora la distanza, e vediamo come lo trovi il colpo giusto per mandarmela in buca la palla, e  allora, solo allora, capirai come devi colpire e quanto, e con la testa della mazza, con l’inclinazione giusta, come se fosse lo gnomone, il golf è un gioco di abilità, non di forza o di resistenza, ma devi dare con la mazza uno slancio vigoroso, hai capito, mio bel poetino saraceno?”
Su  come partire dalla schiena per colpire con la mazza e sulla sommatoria delle forze, imparai in fretta, è che con lei come maestra riuscivo sempre a sviluppare la giusta quantità di tensione, anche se i legamenti e le articolazioni avevano sempre una solidità elevata, e la capacità di rilassarmi invece era sempre più bassa, tanto che un giorno le chiesi di non venire sul campo con quei calzoncini che non mi facevano passare i 100.
-E che diavolo mi metto? I jeans della tua Aurélia? E se poi mi colpisci con la palla che è stata nel fosso quella chissà cosa si mette in testa! Tu, disse dopo una breve pausa, sei piuttosto quel tipo di giocatore di golf che veramente cessa quasi di essere umano, sei sotto la tensione  per i troppi falli che fai, l’ho visto l’altro giorno nella gara amichevole alla buona, sei troppo teso…”



- E’ che il (-phi) mi va su!
-Cosa? Cos’è il (-phi)?
-Niente. Ero sovrappensiero. Comunque ha sempre a che vedere con i falli…
-Ah…-fece lei con un vago sorriso. Poi disse: per evitare l’irrigidimento, faremo un circuito in più di scioglimento e un altro di flessibilità; ma non vuol dire che per questo ti devi ammosciare, insomma il tuo coso, come hai detto che si chiama?, il (-phi) , andiamo sulla piazzola d’arrivo, lo mantieni teso ma non troppo rigido, devi innestarlo con la marcia del deretano.
-Se è per questo, dissi, è quello il problema, solo che…non è quello di chi sta dando il colpo…



 Paula Creamer, le danno un apparato 1.75 x 59, e per questa corrispondenza non potrebbe che essere una longilinea ectomorfa, un tipo morfologico con un indice costituzionale sotto i 50, una come Naomi Campbell giovane o trentenne, vi pare che sia così? Il peso, pensiamo che debba essere corretto tra 65 e 66 chili, tanto che avendo hips da 90 cm avremmo un indice costituzionale pari a 51.42, da longilinea mesomorfa, come lo era la Christie Brinkley degli anni Ottanta: 90 x 100= 9000:175= I.C. 51.42(il valore delle longilinee mesomorfe è compreso tra 50 e 53). Posto il peso a 65 chili, avremmo un indice del pondus pari a 20: 175 – (90+65=)155=20, che è il gradino più basso del valore alto(la forchetta va da 20 a 12, più decresce, più il valore “alto” si alza, va verso l’”altissimo”); posto il peso a 66 chili, l’indice del pondus sarebbe pari a 19, e via di seguito.
 

-Il centro di gravità, poetino, è situato a metà corpo, vicino al punto della vita per te, e per me è un po’ più vicino alle anche, lo sapevi? Tutti i movimenti di battuta vanno iniziati dalle gambe per spostare il centro di gravità, però tu hai la mazza in mano, e il culo è come il manico, senza deretano e anche tronco, è come se perdessi il manico della mazza.
Mi guardò a lungo, ed era ancora lì, piegata come se fosse nella 17 del Foutre du Clergé, con quei calzoncini bianchi, e io mi chiedevo cosa stesse cercando nell’erba del putting, o cosa ci fosse mai nella buca. Alzò la testa verso di me, a sud e disse: - La testa orienta il corpo nello spazio e fornisce un punto di riferimento da quale si possono fare movimenti precisi del corpo.
-Questo lo vedo.
-Ascolta, poetino:  e guardami. Se ti concentri su di me con gli occhi, e non sono la palla, e tieni ferma la testa in modo che testa e collo siano punti di riferimento intorno ai quali si muove il corpo, i movimenti  verranno eseguiti con la massima precisione e avrai un ottimo controllo sul colpo che devi darmi. Se lasci invece vagare gli occhi, attorno alla palla che non sono, non solo non mi vedi più, ma vuol dire che hai perso un punto di riferimento basilare, e allora…
-Lo so- dissi- allora sto quasi per venire se…
-…Se giri la testa, il corpo e la mazza tendono a seguire il movimento della testa, che può essere contrario all’azione che si desidera fargli compiere. Se devi  spostare il corpo, la testa mantienila ferma.
- E la testa della mazza? – chiesi.
- Quando si usa un attrezzo per battere la palla, questo si flette e immagazzina energia durante l’impatto. Sostanzialmente nel tennis o quando  usiamo  il driver: una presa salda come una morsa è di importanza fondamentale per la potenza; se la tieni fiaccamente la mazza, anche la mazza per i colpi leggeri, non si piegherà all’impatto: perdi molta dell’energia che si sarebbe immagazzinata nell’attrezzo, per poi essere trasmessa alla palla; non è solo una questione di presa salda per il tennis, ma anche per il golf, se la palla ti fa bruciare la mano vuol dire che l’hai colpita a cazzo, ti devi muovere con, con la mazza, e con la forza che mi dai, se io fossi la palla, devi andare nella stessa direzione, mai opporti a me se sono la palla, protendi la mazza e colpiscimi, dài, poetino e quando arrivo, se sono la palla, incomincia a indietreggiare con la mazza tesa su di me, in modo che tutti e due viaggiamo nella stessa direzione. Ma- mi guardò ancora stando sempre nella posizione 17- devi polarizzarti, polarizzati su di me come palla, toccami, questo migliorerà il tuo equilibrio e ridurrà l’oscillazione anche della mazza. Basta tener gli occhi sulla palla.
- Sì, questo lo faccio. Ma, a lungo andare, vista così la palla, toccarla mi dà sì un punto di riferimento e all’inizio stabilizzo, anche con l’aiuto della mazza tesa, il corpo, ma se sei la palla e non sei il filo, il mio (-phi) perde l’equilibrio…forse per via dei calzoncini…dissi sovrappensiero, quasi borbottando.
- Al tennista a volte serve toccare la linea di servizio con l’alluce, tu …toccami…con la testa della mazza…leggera…e poi sferra il colpo, non hai da seguire la testa dell’avversario, né sapere dove va la sua testa andrà il suo corpo, qui si tratta della palla e della mazza che hai in mano, e della tua testa, del tuo corpo, osservami come palla la linea di vita per avere i segni rivelatori del mio movimento di potenza se fossi stato il tuo avversario in un gioco di squadra, ma qui è come se fossi la palla o, al limite, la buca, se sono in questa posizione, guarda la punta del piede d’appoggio, tu sei a sud, la punta del mio piede d’appoggio è a ovest, colpisci la palla in quella direzione!
Per avere questa maestra  di golf, dovetti chiedere a un giornalista che si occupava di golf e che riuscì a trovare questa tipa e a convincerla a raggiungerci in Patagonia  grazie al fatto che aveva quasi il mio stesso cognome, ed era della zona del Lago Michigan, o forse insegnava golf in una di quelle università; io, quando l’amico mi indicò l’account della maestra, quando la vidi in assetto da golf-training[iv]  mi resi conto che il (-phi) di Lacan ha qualcosa che sottentra nella meccanica e nella prossemica del golf, anche nel nome, e fatta la sommatoria tra i nostri nomi identici, il nome del golf e il nome del (-phi); anche quando la feci vedere ad Aurélia, la tipa produsse lo stesso effetto patagonistico, ma lei non me ne sottolineò nessun punctum, disse semplicemente: -Ah, è questa, la maestra!...
Qualche giorno dopo, in attesa che la nostra ospite arrivasse, Aurélia mi chiese:
-Ti piace tanto il golf? …
-C’è spazio qui, che cosa ci facciamo, ci mettiamo a correre dalla sera alla mattina, o lo riempiamo di vacche e con tutta quella merda che fanno, sai come lo riduciamo il microclima?
-No. Facciamo arrivare una bella troia a insegnarti i rudimenti della palla e della mazza  e di come si sposta nel campo una di quelle bestie che nell’antica Sibari ha contribuito a rendere imperituro il nome di quella civiltà di coglioni depravati!
-Aurèlia, suvvia, dai, cosa vuoi che me ne freghi di questa tipa che, se vai a vedere, potrebbe essere pure mia cugina, una cugina americana, ci pensi?
RalphLauren golf
-Certo. Ci penso. Tu invece pensa se mi facessi arrivare qui un “cugino” tedesco, uno di quei cazzoni tedeschi per le esercitazioni militari, eh? Altro che golf. Le ore che tu impieghi  a imparare l’uso della mazza da golf, io le passo a fare esercizi militari, ti piacerebbe, poetazzo della mazza da golf?
Il golf, e questo è scientifico, come il capitolo relativo, il numero XX, dell’ Amore fra i polli[v], ha anche una certa risoluzione, anche per chi ha avuto l’idea di pigliarsi un mese o più di vacanza lontano dai campi da golf americani, per entrare in un periodo di sviluppo, prima, e di perfezionamento, poi, del (-phi) del poeta che si fa discepolo per allietare il suo oggetto “a”, di sicuro è che, dopo quelle lezioni, il mio punteggio scese  a  capofitto: all’inizio, quando arrivò la mia maestra,  lavoravamo a un così basso livello di rendimento che gli effetti collaterali delle vitamine e dei sali minerali non mi davano fastidio; ma era una delizia il circuito di allenamento con quel portento della mia maestra: saltare la corda, indietro da seduti, spingersi via rovesciati, sollevarsi da posizione prona, salire su un panchetto, spingersi via, dallo scioglimento al riscaldamento, quel farsi in modo calmo, compiendo gli esercizi indicati, uno dopo l’altro, e poi il circuito di allenamento, che era la fase 3, e poi quello di rallentamento, e anche questo con calma e cominciai lì a dare letizia al mio oggetto “a”, infine la flessibilità e l’allenamento cardiorespiratorio, che poteva essere eseguito in qualsiasi momento della  giornata, e che dava molto fastidio ad Aurélia, 3 o 4 giorni alla settimana, arrivava la mia maestra e via per il campo, lei così patagonica, in quella Patagonia infinita, ci si muoveva a  un ritmo abbastanza rapido da far salire la frequenza cardiaca all’80% del nostro massimo per 6-10 minuti, questo tipo di sforzo continuato si raggiungeva correndo, o facendo lo shummulo per lunghi tratti a ritmo relativamente lento, era lo shummulo lento su lunga distanza, o SHULD.
Il perfezionamento  che venne servì a dare all’aumento della massa muscolare ottenuta nello sviluppo la qualità necessaria per il golf.  L’uso della mazza, leggera o pesante che fosse, aveva bisogno del circuito di preparazione per sport di braccia, e perciò spinte in su contando fino a 8, piegamenti delle braccia, scalini con le braccia, spinte di schiena, oh gaudio, fatte con lei, la patagonica del Michigan, l’esercizio isometrico con le braccia e la semileva, e poi, a metà strada dello stadio di perfezionamento, avevamo sempre più voglia di prender parte a una partita amichevole, a basso livello, ma, devo dirlo, il (-phi) scoppiava sia a me che alla mia maestra, lo dicono anche nei manuali: l’ideale sarebbe una combinazione di esperienza di esercitazione-gioco con la vostra istruttrice, e si può interrompere la partita quando si vuole per lavorare o darci dentro, come diceva la mia maestra, su qualsiasi aspetto del nostro stile si voglia. Ci fu  un’ultima partita regolare con la maestra, le dissi che il  mio obiettivo consisteva nel mettere in pratica un nuovo stile di colpi e che non saremmo tornati in nessun caso al vecchio stile di gioco, che se era basato sulla posizione 17[vi], questo nuovo non l’avremmo di certo impostato sulla posizione 18, l’allievo spingeva sulla posizione 40, l’Attrazione della Patagonia, mentre la maestra fu irremovibile per la posizione numero 30, la Carriola della Patagonia, che aveva, indubbiamente, nel profondo della mia istruttrice, pulsioni afferenti all’Angelus di MIllet e alla libido patafisica di cui all’interpretazione “paranoico-critica” di Salvador Dalí[vii].
Quel giovane indiavolato di Mr. Garnet, ne L’amore fra i polli, col putter alzato, stava  per mettere in buca la palla del secolo, battendo l’esterrefatto professor Derrick, se questi non avesse acconsentito a perfezionare il dispositivo di alleanza concedendogli la mano e approvando il relativo  dispositivo di sessualità della figlia; la palla rotolò dolcemente fuori della buca e  il giovane indiavolato fu battuto dal professor Derrick per avere il consenso e la benedizione di poter mettere il (-phi) nella sua 18^ buca.


In questa altra immagine della golfista australiana Anna Rawson , si vede che è una longilinea mesomorfa: è alta 178 centimetri e per avere questo pondus deve avere gli hips almeno da 90, tanto che avremmo un indice costituzionale un po’ superiore a 50 (che è il valore base delle longilinee mesomorfe)   : 90 x 100=9000.178=50.50.  Il peso, che non troviamo indicato in nessuna scheda, dovrebbe essere pari a 65-66 chili, tanto che il suo indice del pondus sarebbe compreso in un valore medio-alto: 178- (90+65=)155= I.P.23, che equivale  a quello della più giovane Michelle Wie.
 
Anche noi, come Garnet, quando finimmo quella partita, tornammo  alla fattoria , volevo riversare la mia gioia con Aurélia. 
“Aurélia!” vociai.
Nessuna risposta. Spalancai l’uscio della sala da pranzo. Nessuno. Andai in salotto. Era vuoto. Cercai fuori in giardino e anche in camera da letto. Non era né qua né là. Sarà andata a farsi una passeggiata. Mormorai. Entrai in cucina e sul tavolo trovai un biglietto: “Non sapevo che amassi tanto la Carriola, dicevi che non ti convinceva la critica metafisica di Dalì, però devo dire che la Maestra è un portento e tu con la mazza pesante, con lei a indicarti la buca giusta, sei meglio che alla pallamaglio! Cazzone maledetto, tu che la tiravi tanto lunga con quel maledetto gioco della tua infanzia, ‘u zullaro[viii], vaffanculo, poetazzo del putter, tu e quella puttana da driver a 18 buche!”. Meno male che non era scritto in quechua.
Mi ero dedicato d’impegno al golf, in quell’ora di ambascia, aveva detto Mr. Garnet nell’Amore fra i polli. Il golf, aggiunse, e dovevo convenirne, a ragione, è lo sport degli innamorati delusi. D’altra parte, non è detto che un uomo fallito in amore valga qualche cosa sul campo. Lui era a metà del romanzo; io sono alla fine della storia con Aurélia Steiner d’Ushuaia: in questo, il golf è stato davvero scientifico: sulle prime, il mio gioco era decisamente scadente, forse per via del fashion style della mia maestra del Michigan. Ma, dopo quei circuiti di sviluppo e perfezionamento, la mia forma normale si poteva definire discreta, così ratificò la mia omonima del Michigan. Accesi la pipa, come aveva fatto mio nonno negli anni venti del secolo scorso, che non aveva mai giocato a golf in Patagonia, e me ne andai a camminare per i campi, nella fresca notte d’estate; poi, al ritorno, potevo vedere la finestra illuminata della maestra del golf, cioè dello sport che annulla la risoluzione combinatoria tra dispositivo di sessualità e dispositivo di alleanza nei confronti di un determinato fenotipo, ancorché sia il padrone dello stesso campo di gioco: la rividi con la mazza pesante in mano e con quegli shorts gialli dell’altro giorno, questo portento patagonico del Michigan, altro che Michelle Wie, nel silenzio profondo della notte, ogni tanto un fruscio nell’erba o di là nella siepe, il profumo dei fiori nel giardino dall’altra parte, il mare, sentivo anche il mormorio distante del mare, e di là, in Patagonia, sarebbe venuto fuori l’albeggiare, Aurélia Gurgur di Durazzo, cazzo se mi mancava, con quel suo eloquio che manco a Shën Vasili in Calabria, mi avrebbe sussurrato: “Nella mia lingua, agon è l’albeggiare, e patë è l’oca”; e io, come un fesso: “Dio fa queste notti, tutte bianche e silenti, perché si possa vedere il nostro oggetto “a” con gli short gialli e ascoltare un’altra stronza che era oca dall’albeggiare al tramonto”.
Ma in effetti era già l’alba e io, sorpreso di sentirmi le membra indolenzite, e gli abiti fradici di guazza, detti un ultimo sguardo alla finestra di Miss Michigan e me ne andai a letto a vedere nel mio cielo della Patagonia l’albeggiare della mia oca e maestra di golf, lo sport degli amori che finiscono, appena fai le 9 o le 18 buche a seconda del percorso.



Michelle Wie, in Yellow shorts,
lei sì che sa come rilassarsi...
[i] Ma anche quando metteva gli shorts gialli, come quelli che mette di solito Michelle  Wie, il rilassamento non era  mai attuabile nemmeno al 40%.
[ii] Pelham G. Wodehouse, Love  Among the Chickens, © 1906.
[iii] Dove, a detta di Aurélia, si faceva più shummulo, per via dello Chubut, che, si sente come shummula perverso per via dell’acqua che contiene.
[iv] Un assetto Ralph Lauren blu, ancor più patagonico, per il suo pondus mesomorfo, di quanto il modello appaia sulla cover della rivista “Golf" con questa tipa più ectomorfa della mia maestra..
[v] Il capitolo XX del romanzo citato  ha per titolo: “Golf scientifico”.
[vi] Evidentemente, ci si riferisce alla posizione della  Pecorina, così come è chiamata, nel Foutre du Clergé de France(1790).  La 18, anche se richiama le 18 buche, sarebbe stata quella della Carezza del tenero amico, ma, in questo caso, ad impugnare il putter o il driver avrebbe dovuto essere la Maestra. La numero 40, nel testo citato, sarebbe l’Attrazione di Milano; la 30 è semplicemente la Carriola, così patagonica nel Mito dell’Angelus di cui alla teoria di Dalí(cfr. nota successiva).
[vii] Cfr. Salvador Dalí, Le Mythe Tragique  de l’Angélus de Millet, Société Nouvelle des Editions Pauvert,© 1963.
[viii] Cfr. Massimo Cirri  Il Minigolf • V.S.Gaudio 'U Zùllaro in "Uh Magazine", 2013/09.


Michelle Wie la patagonica longilinea mesomorfa|1.85 x 68|, uno stato morfologico che tira su un indice del pondus medio-alto: attorno a 23 [altezza 185 cm. – ( pondus 94 cm + peso kg 68=)162=23], che è compreso nella forchetta 26-21, il valore è decrescente, si fa più alto verso il valore più basso; l’indice costituzionale dovrebbe aggirarsi sul valore base della longilinea mesomorfa standard, tra 50 e 50.8: hips 94cm x 100= 9400: altezza 185= 50.8.