Giancarlo Pavanello e la poesiateatro ✒


 


Una puntualizzazione [a scanso di equivoci, nessuna ostilità nei confronti di coloro che hanno continuato la strada della scena e delle azioni multimediali, solo una presa di distanza critica]. Ricordi: quando Adriano Spatola mi aveva invitato a partecipare al primo numero di "baobab" avevo cortesemente declinato l'invito: da qualche anno mi occupavo anche di "poesiateatro" e "teatro elementare", questo sì, ma non come attore, non me la sentivo di allargare le mie sperimentazioni anche in quella veste, nella "poesia sonora" e nella performance. In un mio opuscolo-manifesto ho scritto un capitoletto sul "teatro della sinestesia": "dalla nuova scrittura al teatro elementare", poesiateatro, 1978, tiratura ignota, pp. 20, cm 16,3x13 [un saggio sulla poesia spettacolarizzata]. In seguito questo testo è stato ristampato nella rivista "Salvo Imprevisti", n. 17, 1979].

Il periodo della "poesiateatro" era durato solo cinque o sei anni [intorno al 1975-1981], come una sperimentazione fra tante altre, e l'avevo concluso definitivamente di mia spontanea volontà in fase ascendente, da Venezia a Bologna, da Roma a Firenze, e infine a Milano.


 

giancarlo pavanello a v.s.gaudio