L'Emporio celeste cinese e l'universo dei 40 generi 🏡


SIGMAPOST🏡 26
Lo spirito aspro del Dasein

L’Emporio celeste e l’universo dei 40 generi🏡
Manco fossi il dottor Franz Kuhn, quello che Borges scrisse che attribuiva a un’enciclopedia cinese, ”che s’intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli”, certe ambiguità, ridondanze e deficienze[i]; ≫ facciamo che, dopo la faccenda del cosiddetto radiatore a olio elettrico[ii], mi recai, con mia moglie Marisa Aino, presso questo cosiddetto emporio cinese nel cosiddetto nostro secolare ≫pantano di Villapiana, nella cosiddetta sibaritide.
Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in
↝(a) appartenenti all’Imperatore,
↝(b) imbalsamati,
↝(c) ammaestrati,
↝(d) lattonzoli,
↝(e) sirene,
↝(f) favolosi,
↠(g) cani randagi,
↝(h) inclusi in questa classificazione,
↝(i) che s’agitano come pazzi,
↝(j) innumerevoli,
↝(k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello,
↝(l) eccetera,
↝(m) che hanno rotto il vaso,
↝(n) che da lontano sembrano mosche.
E fui preso, intanto, dalla lettera iniziale del mio cognome, che, per questo, fa parte essenziale del mio stesso codice fiscale, che è quella, in quell’Emporio celeste, riguardante ↠i cani randagi, e allora mi venne in mente il 🐶cane, uno dei tanti, abbandonato sul ciglio di questa cosiddetta, ora, strada provinciale 253 km 46.5, in prossimità, o proprio, lì di una sorta di passaggio custodito da cancello arrugginito di tale soggetto delle pompe funebri e dei fiori, mi pare, in quell’agro delle Trebisacce, dotato, davvero incredibile e forse anche urtatamente Heimlich, del mio stesso cognome, e lì lasciato negli infiniti giorni anche di questa cosiddetta clausura degli abitanti dell’Italia nelle loro cosiddette abitazioni, in qualunque posto e luogo esse siano ubicate, abusive o no, censite o no, accatastate col cosiddetto catasto lunare, e poi gestito, scrisse ↠il giornale all’epoca diretto da Feltri, ≫in Albania, la nazione che dette origine a quella cosiddetta minoranza etnica qui estesa e padrona, chiamata ≫“arbreshë”, quella, manco a farlo apposta, qui entrata nel nostro conscio collettivo nel paradigma della cosiddetta “maglietta” nella psicologia transazionale: “lass’u lupë eppìglë ‘bbrèsc!”; fatto sta: che, appunto, quelli della raccolta differenziata lasciano lì il 📥cane pastore, il lupo, non essendo "differenziato", e pigliano, secondo norma e anche fattura fittizia, la raccolta differenziata dei vari arbreshë qui distribuiti e padroni anche nella cosiddetta commenda gerosolomitana, e:altri
↠(g) cani randagi, nel bosco del torinese🌵, da lì li sentiamo abbaiare i🐩cani, e anche a lato, dove ebbero a edificare 🏡castruvillàri e cassànesi, gli stessi forse o parenti che poi andarono a rilevare ↠⍬l’agrumeto che mio nonno fece dare al marito della cosiddetta ↠Calvosa, omonima della nuova presidente dell’Eni, che è singolare, quello del cosiddetto "cane a sei zampe"➅: è quell’ Ente di quel Cagliari a cui “scriveva” il famoso cassanese Lanzillotta, ed è quello del cosiddetto, or ora confermato tutti fuori gioco a menarcela nei nostri buchi, amministratore della cosiddetta più grande tangente pagata in Nigeria e che a nome ripinga i cosiddetti abitanti di quell’agro delle ░Trebisacce, cosiddètti 🚶“scalzacani”, e, poi,cavolo: ti manca il respiro, ci si stanca a star dietro a tutti questi superanimali benevoli, tanto che, per ripernder fiato: ritornai a sfogliare l’Emporio celeste e dopo la
↝(n) delle mosche, tali sembrano, alla
↝(o), che dite, mettiamo ↝pappataci
o ↝zanzare, e poi alla
↝(p) insetti piccolissimi e neri o forse è meglio, prima,
↝insetti piccoli e verdi, e alla
↝(q) insetti piccolissimi e neri, alla
↝(r) rane e anche rospi che, qui, nel cosiddetto nostro secolare Pantano, abbondano in questi canali così paralleli alla strada ex nazionale e alla nostra cosiddetta abitazione, alla
↝(s) sibilanti, alla
↝(t) vacche e tori, alla
↝(u) gli animali che ↬“Uh, chi cazzo sono questi che passeggiano sulla strada nazionale chiusa al traffico per via dei cosiddetti ponti fascisti sul Saraceno chiusi per andare nell’agro delle Trebisacce?”, alla
↝(v)…virus di Wuhan? O ↝virus tout court, anche quelli ↝della malattia di Heine, cosiddetta “poliomielite”, o ↝dell’Aids se non della sifilide stessa e archetipica anche per Jules Parrot, quello del cosiddetto, in argot, “pisciaturo”: pisciaturo, qui; là, en France:↝ Jules! Tanto che alla
↬(w) allora abbiamo da mettere proprio questo cosiddetto ↬virus di Wuhan, alla
↝(y) pangolino o formichiere, alla
↬(z) il drago cilistaro?
Notoriamente, scrisse Jorge Luis Borges[iii]: non c’è classificazione dell’universo che non sia arbitraria e congetturale, a meno che non sia stata stabilita dai titoli dei giornali di Bilderberg; la ragione è molto semplice: noi non sappiamo, in primis, cos’è l’universo; loro sì. Il mondo, ebbe a scrivere David Hume, è forse l’abbozzo rudimentale di un dio infantile che lo abbandonò a metà dell’opera, vergognandosi della sua esecuzione deficiente; è fattura di un dio subalterno, del quale gli dèi superiori si burlano[iv]. Il fatto è che s’era scordato di farci vedere ‘sto virus di Wuhan, com’era fatto, come cazzo arrivava fin qua, possibile che l’abbia preso quel veneziano, quel Marco, di cui ieri è stato l’onomastico, com'è che si chiamava? Pollo, ah…Polo: Marco Polo: che, magari, se l’è trovato nella bisaccia e via l’ha buttato nel Canal Grande, e, per via dell'aviaria, non è che poi una nave da crociera se l'è portato in giro per mari e oceani quel cosiddetto "virus del...Pò(l)lo"?: l’avrà fatto un dio subalterno, è la confusa produzione di una divinità decrepita, tenuta in disparte, che è già morta, disse anticipando di quanti secoli David Hume?
Comunque: si può andare lontano, non solo in un emporio cinese, dove, è risaputo, non c’era più plexiglass; si può sospettare che non vi sia universo nel senso organico, unificatore, che ha questa ambiziosa parola. Se c’è, scrisse Borges: bisogna immaginare il suo fine, mica a quei tempi quel dio poteva pensare a fare le figurelle di Padre Pio affinché il chiamato alla cura dell'italiano imprigionato, per proteggerlo dal futuro virus del Drago Cilistaro, andasse a mostrarlo di porta in porta, e nel ventunesimo secolo, anche alla tv di stato, quindi alla sua tv(che noi paghiamo a Potenza accendendo la luce e quelli dell'Agenzia delle Entrate di Torino hanno delle entrate che nemmeno Malta e l'affare di Panama in cui c'era pure il presidente calabro delle nazione in cui pascolano le vacche dei Benetton), in cui non bisogna immaginare le parole, le definizioni, le etimologie, le sinonimie, del segreto dizionario di Dio o della Santa Romana Chiesa. L’impossibilità di penetrare il disegno divino dell’universo non può, tuttavia, dissuaderci dal tracciare disegni umani e decreti per l’autocertificazione, sotto la nostra propria responsabilità, che cazzo, chi mai l’ha visto ‘stu virus di Wuhan, ouu, sono esiliato e confinato nel Pantano di Villapiana, e più di dieci metri a sud e a nord non li posso fare se no escono tutti questi animali dell’Emporio celeste di conoscimenti benevoli, e…il Bonum, il Gaudium deve mettersi a correre che manco Mennea, per andarsi a posizionare sotto il livello stradale e anche della ferrovia, se guardi dalla parte del bosco del Torinese.
L’uomo sa che vi sono nell’anima tinte più sconcertanti, più innumerevoli e più indecise dei colori di una foresta autunnale, figuriamoci allora di questo boschetto del cosiddetto Torinese, che, poi, non abbiamo mai saputo chi cazzo fosse, come il ≫virus di Wuhan: noi siamo qua, tra presente, passato e futuro, continuamente impaludati, altro che salto del Barone di Münchhausen[v], e poi , come narra la Costituzione, come potremmo darci un titolo nobiliare, e chi ce l’avrebbe dato, per amministrargli o donargli che cosa di che cosa espropriata e rubata ad altri gruppi e popolazioni?
Quest’uomo di Chesterton[vi] lo sa prima dell’avvento dell’Heimlich di Freud e di quel Dio, che cazzo, non sapeva niente, nemmeno del virus di Wuhan e della figurella di Padre Pio, e, vai a vedere, che cazzo sapeva dell’Emporio celeste e della Nato, mica gli avevano subbappaltato l’impianto elettrico e di riscaldamento, sempre nella zona di quel Marco Polo, che, sicuramente, credeva che dall’intimo di un agente di borsa escano realmente rumori che manifestano i misteri della memoria e tutte le agonie del desiderio, e figuriamoci dall’intimo di un venditore di radiatore a olio elettrico cinese qui nel Pantano di Villapiana!
Ma c’è qualcosa di straordinario che avviene in questo abbozzo rudimentale di un dio infantile, c’è che, a differenza dell’anonimo enciclopedista cinese, John Wilkins, verso il 1664, divise l’universo in quaranta categorie o generi, ci pensate: quaranta come i quaranta modi di fottere del clero francese, che, però, è del 1790, e questi 40
generi furono suddivisi in
differenze, e quelle differenze a loro volta in
specie. 
A ciascun genere, riferì nel 1950, Borges: assegnò un
monosillabo di due lettere; ad ogni differenza, una
consonante; a ogni specie,
una vocale
Insomma,eh? Così, manco il codice fiscale italiano!
Vediamo un po’ un esempio:
“de” vuol dire →elemento;
“deb”, è naturale, è il →primo degli elementi: il→ fuoco;
se ci mette la vocale “a”, hai →“deba”: quindi una →porzione dell’elemento fuoco,
sai come lo maneggiavano il ≫pinzùne i quadarari non solo di Dipignano!
Ma non era tanto campato in aria: sapete perché?
→“Deb”, secondo Wilkins, era il →“fuoco”, il primo degli elementi;
nell’argot, andate un po’ a vedere →“dab”: sta per →“père”, →“patron”, →“maître”.
Grand dab? Ma non ci sono dubbi: →“Dieu”, “roi”, insomma il →governante.
Non a caso, il cosiddetto →“Dab de la cigogne”, chi cazzo era?
Ma il →“préfet de police”!
Wilkins , da cappellano di Carlo Luigi, fu nominato rettore di un collegio di Oxford.
Un po’ come avviene ancora oggi, basta che ci sia ↬dab, ↬deb e la ↬cigogne,
la cosiddetta ↬lejlek albanese, e in un sol giorno, fai una ↬parola,
o apri un ↬emporio celeste,
e ⍬l’universo è bell’e formato in ❹⚫quaranta modi, anche se, poi, se vai a vedere, sono ❹➊quarantuno,
l’avrà portato la↬ “cigogne[vii] o la ↬“lejlek”?


[i] Jorge Luis Borges, L’idioma analitico di John Wilkins, in: Idem, Altre inquisizioni, trad.it. Feltrinelli, Milano 1963.
[ii] Cfr. V.S. Gaudio, Management del virus di Wuhan, Uh Magazine/2020/04
[iii] Ibidem.
[iv] Sempre Borges, ivi.
[v] Cfr. Paul Watzlawick, Il codino del Barone di Münchhausen, specialmente il capitolo 10, trad.it. Feltrinelli, Milano 1984.
[vi] Sempre Borges, nella inquisizione citata alla nota 1.
Il “41”, o qualsiasi altro numero, 
l’app wordle non lo sintagmatizza. 
Pertanto, abbiamo optato per  
quattro + uno, ovvero 41: 
quarantuno. 
VS lejlek...
[vii] La “cigogne”, è da svelare, era nell’argot: il “palais de justice”, la “préfecture de police”. Cfr. Georges Delesalle, Dictionnaire Argot-Français & Français-Argot, Paul Ollendorff, éditeur, Paris 1896 : pag.70.Il 41, è ovvio, aggirerebbe la cosiddetta "lejlek"(letterale:"legge della moneta"), essendo eminentemente "orale" si può dire che beffa così quella legge attivata, in qualche modo, da quello che Watzlawick considera il terzo gioco col passato: il fatale bicchiere di birra: "quello che ci cagionarono Dio, mondo, destino, natura, cromosomi e ormoni,società, genitori, parenti ,polizia, insegnanti, medici, capi o soprattutto amici"[P.Watzlawick, 3.Il fatale bicchiere di birra, in: P.W.,Quattro giochi con il passato, in: Istruzioni per rendersi infelici, trad.it. Feltrinelli, 1984], in realtà è opera della cigogne, secondo il suo sistema e l'algoritmo fiscale, è la codificatrice fiscale del nostro Dasein.